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PROGRAMMAZIONE 2017

GALLERIA CONCERTI 2016

Mauro Slaviero reunion 4et

Mauro Slaviero
Paolo badini
Roberto Soggetti
Valerio Abeni

Luca Meneghello & Marco Brioschi

Luca Meneghello
Marco Brioschi

Iguazu trio

Fabio Gianni
Marco Mistrangelo
Alex battini de Barreiro

Mauro Ottolini

trio campato in aria

Mauro Ottolini
Vincenzo Titti Castrini
Daniele Richiedei

Fausto Beccalossi & Achille Succi

Fausto Beccalossi
Achille Succi

Sandro Gibellini Trio

Sandro Gibellini 
Marco Poli
Adele Guglielmi

Andrea Dulbecco

Quasar trio

Andrea Dulbecco
Michele Tacchi
Max Furian

Lara Ferrati trio

Lara Ferrari
Luca Giavazzi
Giacomo Marzi

Mauro Negri trio

Mauro Negri
David Paulis
Federico Negri

Monica Agosti 4et

Monica Agosti
Giovanni Gerreschi
Gianni Satta
Oberdan Galvani

Giulio Corini trio

Libero Motu

Giulio Corini
Nelide Bandello
Francesco Bigoni

Mattia Cigalini & Francesco Orio

Mattia Cigalini
Francesco Orio

Soresina Jazz Fest 2016

Gigi Cifarelli band

Gigi Cifarelli
Mic Monesta
Dario Tanghetti
Niccolo' Cattaneo

CINEMA ITALIA omaggio a Ennio Morricone

Rosario Giuliani
Luciano Biondini
Enzo Pietropaoli
Michele Rabbia

Mauro Ottolini e l’ Orchestra “Ottovolante”

Mauro Ottolini -  Frank Capiluppi -  Paolo Bix Degiuli - 
Enrico Peduzzi - Steve Menato - Corrado terzi -
 Beppe “Don” Calamosca -  Peter Cazzanelli -
Franz Bazzani -  Paolo Mappa -  Enrico Lazzarini 

KIND OF BILL - “Bill Evans Sound”

Dado Moroni
Eddie Gomez
Joe la Barbera

CONCERTI 2015

Gigi Cifarelli & Co


Gigi Cifarelli

Rossana Casale 

"Il Signor G. e l'Amore"

Rossana Casale
 Emiliano Begni
Ermanno Dodaro
Francesco Consaga 

Roberto Cipelli trio

Roberto Cipelli
 Attilio Zanchi
Tommaso Bradascio

Tino Tracanna trio

Tino Tracanna
Giulio Corini
 Vittorio Marinoni 

Dirotta su Cuba

Simona Bencini 
Stefano De Donato
Francesco Cherubini 
Luca Gelli 
Leonardo Volo 
Nadine Rush 

Attilio Zanchi quintet

Attilio Zanchi
Tino Tracanna
Max de Aloe
Tommaso Bradascio
Massimo Colombo

Traveling Trio

Parigi – Buenos Aires, sola andata”

Michele Bianchi
Daniele Donadelli
Daniele Richiedei

FRANCESCO ORIO "HU" TRIO

trio campato in aria

Francesco Orio
Paolino dalla Porta
Davide Bussoleni

Soresina Jazz Fest 2015

2014

programma

Soresina Jazz Fest 2014

2013

programma

Locandine

WHITE BIRD

Per gli appassionati di jazz la parola “bird” ha un solo grande riferimento, Charlie Parker. Capostipite ed icona del be-bop, ha segnato un’epoca in ambito musicale rendendosi però protagonista di una vita burrascosa e tormentata dalle dipendenze e finita prematuramente. Tra alti e bassi “bird” riusciva comunque a trovare intuizioni geniali combinando arte compositiva e maestosa tecnica strumentale.

« Non riuscivo più a sopportare le armonie stereotipate che allora venivano continuamente impiegate da tutti. Continuavo a pensare che doveva esserci qualche cosa di diverso. A volte riuscivo a sentire qualcosa, ma non ero in grado di suonarlo... Si quella notte improvvisai a lungo su Cherokee. Mentre lo facevo mi accorsi che impiegando come linea melodica gli intervalli più alti degli accordi, mettendovi sotto armonie nuove, abbastanza affini, stavo suonando improvvisamente ciò che per tutto quel tempo avevo sentito dentro di me. Rinacqui a nuova vita »
(Charlie Parker)

Parker si impose presto per la sua spiccata attitudine all’innovazione sia nella sezione ritmica che melodica diventando un punto di riferimento per i più grandi musicisti che gli successero. Fra questi Miles Davis che in suo omaggio introdusse ne celebre album “Round about midnight” lo standard “Bye bye Blackbird” inciso nel 1926 dai compositori Ray Henderson e Mort Dixon.

“Bird” a distanza di mezzo secolo resta il simbolo della contrapposizione, artista anomalo, eccentrico, stravagante; un personaggio così fuori dagli schemi che gli stessi colleghi lo guardavano con diffidenza.
Così scrive il critico cinematografico Stefano Marchesi recensendo il film “Bird” di Cleant Eastwood
Non era semplice stare al suo fianco, impossibile “suonare” con lui che aveva il “suono” come espressione magica delle sue sottointese parole, comprensibili in ogni lingua e accettate da qualsivoglia religione.
Il suo slang, semplice, le sue battute, rincorrenti, è così che il mito di Charlie “Bird” Parker si srotola allo spettatore come struggente metafora di vita, vissuta fra genio e realtà, fra legge e poesia, fra fisica e irrealismo, fra viltà e perbenismo.

La vita di Parker potrebbe sembrare una di quelle leggende impalpabili che aleggiano nella storia del jazz ma, nella vita quotidiana, ritroviamo spesso le contrapposizioni di “Bird” tradotte nel linguaggio delle persone semplici, senza particolari talenti o attitudini. Persone che cercano il loro tempo e la loro naturale collocazione ma che si scontrano con un ritmo sociale troppo diverso dalle loro caratteristiche. Così, come “Bird” amava spiccare il volo in ogni suo assolo con senso di liberazione, ci piace ricordare il nostro amico “whitebird”.. a lui è dedicato lo spettacolo “Bye Bye Whitebird” e a tutte le persone che in qualsiasi modo decideranno di sostenerlo.

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